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“L'esplosione di immagine che caratterizza la fine del secolo scorso ha alcuni veicoli privilegiati, che sono poi quelli connessi con lo sviluppo industriale e la relativa pubblicità ".
R. Bossaglia - Sogni di latta - Electa - pag. 12.


Accanto al manifesto, mezzo principale della comunicazione visiva, ne fioriranno molti altri: etichette, cartoline e la grafica applicata ai contenitori di vari prodotti.
Le scatole di latta cromolitografate si diffondono sul finire dell’800 e sono testimoni di un capitolo della storia industriale italiana e di un modo di vivere così diverso rispetto a quello di oggi. Le piccole erano destinate alle famiglie e il loro contenuto era consumato a livello domestico.
Le più grandi ornavano gli scaffali delle drogherie dove il prodotto veniva venduto sfuso.
Ricchissime di immagini e di colori, piene di ornamenti dorati o più semplici e severe, esse ebbero il doppio compito di contenitori e vettori pubblicitari. Essendo fatte di latta stagnata, un materiale relativamente resistente, esaurito il loro fine primario, hanno continuato a vivere nelle case dei nostri nonni come contenitori di bottoni, rocchetti di filo, cartoline, figurine e chissà di quanti altri segreti.
Hanno così, per un certo verso, superato l'effimero.
E' abbastanza difficile assegnare una precisa collocazione cronologica alle nostre scatole, per diversi motivi. Mancano notizie storiche e studi sistematici sugli scatolifici. Si conoscono certo i diversi stili artistici e grafici che si sono succeduti fra la fine dell'800 e i primi 50 anni del '900.
Con la seconda guerra mondiale infatti la maggior parte degli scatolifici ha cessato o riconvertito l'attività. La tecnica cromolitografica è stata inoltre soppiantata da tecniche più moderne.
Le nostre scatole inoltre registrano spesso attardamenti, riprese stilistiche, se non vere e proprie copiature di idee altrui, nate altrove. Qualche volta vi si riconoscono i nomi di importanti grafici e cartellonisti come Dudovich,Cappiello, Mauzan con le loro originali invenzioni. Nella maggior parte dei casi però, anche quando decorazioni e forme sembrano originali e appositamente inventate, gli autori restano anonimi.
Le diverse scelte grafiche sono determinate dal destinatario del prodotto, il buon medio borghese spesso incerto e non facile ai cambiamenti. Ecco allora le rassicuranti immagini di stabilimenti dalle ciminiere fumanti, di medaglie vinte alle fiere e alle esposizioni, di bei bambini paffuti o di riproduzioni di opere d'arte note o di soggetti considerati "artistici". In diversi casi l'ignoto decoratore non si sottrae all'esplosione suggestiva e gioiosa delle volute liberty; viene coinvolto dalle geometrie del decò che delineano spazi e sottolineano lati e bordure; viene attirato dai grafismi e dalle innovazioni della ricerca di certe avanguardie. Al di là di tutto però un fatto rimane certo. Queste scatole hanno superato il tempo. Sono testimoni di eventi storici, artistici, economici e, perché no, familiari.
Hanno conservato intatto il loro fascino e muovono in chi le osserva una curiosa simpatia e un poco di nostalgia. Se vi trovate fra le mani una vecchia scatola di latta, prima di buttarla, osservatela, sfioratela con le dita,”sentitela”, sicuramente avrà una storia da raccontarvi.



COLLEZIONE DELSER

La DELSER, storica azienda di biscotti italiana fornitrice della Casa Reale, agli inizi del'900 ha caratterizzato la sua offerta attraverso le scatole di latta utilizzate come confezioni delle varie referenze.

La sua produzione è stata davvero qualitativamente e quantitativamente molto interessante, tanto che abbiamo creato una sezione speciale dedicata a questo storico marchio della biscotteria italiana (per la cronaca, oggi DELSER è un marchio di proprietà della QUALITY FOOD GROUP spa)

scatole di latta dal 1900 al 1950